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RELAZIONE SCIENTIFICA Dottoressa M. L. Gargiulo

Resoconto delle applicazioni in campo tiflologico

Il Sistema Grafiluxcostituisce uno strumento efficace per permettere alle persone con basso residuo visivo di accedere alla grafica, sia come fruitori sia come diretti realizzatori.

Il Sistema è stato sottoposto alla prova con persone di differenti età e condizioni funzionali.

I gravi ipovedenti dalla nascita in genere non utilizzano le rappresentazioni figurative perché queste ultime hanno caratteristiche di luminosità e contrasto cromatico troppo basso oppure, più frequentemente, perché non sono stati educati ad utilizzare il canale visivo come veicolo di rappresentazioni grafiche ed a migliorare le proprie capacità di produzione ed interpretazione dei segni e dei simboli, oltre che a centrare l’attenzione su tutto ciò.

Da questo deriva un uso limitato e limitativo del senso della vista per quanto concerne questo tipo di utilizzo ed una conseguente esclusione da tutte le forme rappresentative didattiche e comunicative che utilizzano il canale visivo ed il disegno come preferenziale od unica fonte di comunicazione.

I disabili visivi con deficit progressivo ad insorgenza tardiva, pur avendo una maggiore competenza nell’interpretare i segni grafici e le fonti classiche di comunicazione visiva, sono però nella condizione di non essere addestrati ad utilizzare gli indizi percettivi del residuo visivo alla cui scarsa qualità non sono abituati e pertanto, essendo passati da una condizione di normovisione ad una di “visione problematica”, in genere sottostimano e sottoutilizzano le loro capacità.

Il Sistema Grafilux, grazie all’alto contrasto di luminanza ed all’alta saturazione e coerenza cromatica, costituisce un mezzo per permettere anche a soggetti con un bassissimo livello di discriminazione e risposta alla luce, di effettuare attività grafiche.

Resoconto dell’attività in situazione riabilitativa

Le “lavagne” sono state impiegate in maniera ottimale come ausilio nella riabilitazione della persona ipovedente, anche pluriminorata, in quanto consentono attività che agevolano il recupero di alcune importanti funzioni psicomotorie.

Queste sono:

§ La coordinazione oculomanuale: l’uso del Sistema Grafiluxpermette infatti alla persona ipovedente di controllare e dirigere i propri movimenti attraverso informazioni visive e di avere un costante feedback visivo, stabilendo una relazione causale tra il movimento compiuto dal braccio e dalla mano e la traccia lasciata. Molti bambini ipovedenti non stabiliscono una corretta coordinazione oculomanuale per il semplice fatto che in condizioni normali non sono in grado di vedere i movimenti della loro mano e quindi non possono essere in grado di coordinarli con il controllo visivo.

§ La motricità fine: attraverso i movimenti coordinati delle dita, del polso e del braccio, viene affinata e rafforzata la coordinazione tra tutte le articolazioni interessate, permettendo alla persona di avere un controllo costante della qualità dei suoi movimenti volontari, attraverso la verifica visiva del tratto prodotto.

§ La rieducazione al riconoscimento visivo delle forme, dei colori e delle organizzazioni spaziali complesse, che possono essere più facilmente percepite e conseguentemente elaborate cognitivamente.

§ L’orientamento spaziale bidimensionale: il tracciamento a forte contrasto permette infatti, anche agli ipovedenti gravi, di imparare a rappresentare la realtà in forma bidimensionale, cosa che sarebbe impossibile se utilizzassero soltanto strumenti di rappresentazione tattile a rilievo (tridimensionali).

§ La formazione, il consolidamento od il recupero dei concetti topologici: attraverso esercizi che permettono di migliorare la comprensione dei rapporti spaziali degli elementi presenti sul piano rispetto a quest’ultimo o relativamente alla loro organizzazione interna a vari livelli di complessità.

 

Risultati

Le persone che si sono giovate di questo tipo di effetto del Sistema Grafiluxsono tutte in età infantile e preadolescenziale (dall’età di 1 anno e 4 mesi fino ai 12 anni).

Il sistema Grafiluxè stato utilizzato nel corso di trattamenti riabilitativi di diverso genere, in special modo nel corso di psicomotricità e di attività di stimolazione visiva da parte di ortottisti e terapisti della riabilitazione.

In genere si è trattato di soggetti con minorazione visiva primaria ovvero acquisita nei primissimi mesi di vita, in molti casi associata a ritardo psicomotorio. La massima parte delle patologie sono state riconducibili alla retinopatia del prematuro, soprattutto nei casi di bambini molto piccoli. Sono stati anche trattati soggetti con altre patologie a carico del sistema visivo sia per quanto riguarda l’occhio che di origine centrale, quali opacità corneale, nistagmo congenito, retinopatia pigmentosa, glaucoma, coloboma e microftalmo, ecc.

In tutti i casi in cui è presente un residuo visivo sia pur minimo è stato possibile l’utilizzo del Sistema Grafilux.

Precisamente, il visus più basso in presenza del quale è stato possibile utilizzare il Sistema Grafiluxè stato di un cinquantesimo non correggibile in entrambi gli occhi.

Il requisito fondamentale per l’utilizzo delle lavagne è comunque stato individuato nella capacità di discriminazione direzionale della luce.

Emerge quindi che è possibile inserire nei programmi riabilitativi attività riguardanti le aree sopra indicate avvalendosi dell’uso di questa “lavagna” ogni qual volta sia necessario un recupero od un’acquisizione di abilità riguardanti queste aree.

Utilizzo in situazione didattica

Questo sistema ha permesso ad alcuni allievi ipovedenti di seguire attività didattiche che prevedono l’utilizzo di forme di rappresentazione grafica bidimensionale come in particolari discipline curricolari quali il disegno, la geografia, l’algebra, la geometria piana, la storia dell’arte.

Con questo strumento si evitano gli inconvenienti derivanti dalla traduzione delle rappresentazioni figurative necessarie per la didattica di queste discipline in forme tattili a rilievo, che spesso non possono sostituire altrettanto efficacemente i disegni.

Infatti, l’uso del piano in gomma per i disegni a rilievo risulta inadatto per coloro che, avendo un residuo visivo, possono avvalersene per guardare o produrre disegni, schemi e formule.

Oltre a ciò la riproduzione in rilievo di alcuni segni grafici, come pure di alcuni schemi molto complessi, risulta di difficile comprensione a causa delle evidenti differenze tra le caratteristiche percettive del senso del tatto rispetto a quello della vista.

Come è noto, infatti, il tatto è un senso che si basa sull’analisi e non sulla sintesi. Così è più difficile effettuare operazioni quali il confronto tra grandezze, l’intuizione e la valutazione di similitudini, la comprensione della disposizione di una serie di oggetti tra loro e nello spazio, la rappresentazione sintetica di un pattern figurativo, quando questi elementi siano rappresentati in forme a rilievo da toccare, rispetto alla situazioni in cui essi siano stati disegnati o colorati in modo da poter essere visti.

 

Risultati

Il Sistema Grafiluxè stato inserito tra i materiali didattici di alcuni alunni ipovedenti della scuola dell’obbligo e superiore.

In particolare l’uso elettivo dei pannelli di grande dimensione è quello della sostituzione della lavagna normale di classe.

Quando ciò è avvenuto si sono potuti osservare i seguenti risultati:

1. L’alunno ipovedente non ha più bisogno di una riproduzione personalizzata dei disegni prodotti dall’insegnante durante le sue lezioni, in quanto quest’ultimo utilizza la lavagna a forte tracciamento luminoso per spiegare a tutta la classe. Quando il residuo visivo non permette all’alunno ipovedente di seguire correttamente la spiegazione dal suo banco, l’insegnante interrompe brevemente la sua spiegazione per permettergli di avvicinarsi e guardare i disegni oggetto della lezione. In tutti i casi vi è stata una maggiore integrazione dell’alunno nel contesto didattico della classe, non essendo più stato necessario l’intervento dell’insegnante di sostegno per riprodurre i disegni oggetto della lezione su altri supporti o formati, appositamente per l’alunno ipovedente.

2. L’alunno ipovedente ha potuto sostenere le interrogazioni e le prove di verifica con le stesse modalità dei suoi compagni, evitando inconvenienti derivanti dalla mancanza di standardizzazione delle prove suddette.

3. L’alunno ipovedente ha potuto seguire le prove individuali dei suoi compagni nel momento in cui essi le hanno effettuate, intervenendo a questa importante attività di apprendimento ed integrazione della classe.

4. Nei casi di ipovisione medio-lieve è molto frequente riscontrare una difficoltà da parte dei familiari e degli insegnanti ad attribuire correttamente bisogni e necessità speciali all’allievo ed altresì si riscontra frequentemente una difficoltà da parte di quest’ultimo a manifestare apertamente le sue difficoltà nel percepire lo scritto su di una lavagna comune. A questo sono associati di solito comportamenti di depistamento da parte dell’alunno quando l’insegnante si accorge che egli non segue. È facile che egli giustifichi questo con distrazione, dissenso o altro. In questi casi l’alunno apprende solo dalla parte verbale delle spiegazioni e spesso dà l’impressione di aver visto i disegni solo perché egli deduce ciò che viene scritto dai dialoghi e dai commenti ai disegni stessi. In questi casi, dopo l’introduzione della “lavagna” si è potuto riscontrare un netto miglioramento della comprensione e del raggiungimento degli obbiettivi didattici in quanto per l’alunno ipovedente è possibile seguire e comprendere tutti i vari passaggi delle spiegazioni. La lavagna può essere usata come strumento dimostrativo e di spiegazione da parte dell’insegnante, che in tal modo mette l’alunno ipovedente in condizione di seguire insieme a tutti i suoi compagni la lezione con sforzo oculare e di attenzione infinitamente minore rispetto a quello che sarebbe necessario in presenza di una lavagna comune.

La lavagna è adoperata anche direttamente dall’alunno a casa propria nelle sue produzioni grafiche durante lo studio. In questo modo l’insegnante può valutare la preparazione dell’alunno in modo più sereno, in quanto le produzioni saranno meno influenzate dalla sua minorazione visiva. Gli elaborati creati in condizioni di basso contrasto rendono molto difficile per l’insegnante attribuire gli errori al mancato raggiungimento degli obbiettivi didattici piuttosto che al deficit visivo.

CONCLUSIONI

È l’unico sistema che consente agli ipovedenti le attività precedente descritte, con estrema semplicità e sicurezza, da soli o con tutta la classe, togliendoli dall’emarginazione e consentendo loro di partecipare all’attività di tutta la classe mentre essa si svolge, senza bisogno di “traduzione”.

Viceversa il “magnificatore di immagini”, un computer ingranditore , ha necessariamente bisogno di testi cartacei predisposti, di capacità specifiche. Esso non consente la coordinazione oculomanuale né l’integrazione con l’attività didattica in contemporanea con gli altri studenti.